Gianfranco Morgando Segretario Regionale PD del Piemonte

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Per lo straordinario risultato delle Primarie. Adesso il PD è più forte.

MORGANDO: “BASTA CON GLI EQUILIBRISMI FRA CORRENTI”.

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«Affronterò questo impegno con l´umiltà di chi sa che ha bisogno dell’aiuto di tutti e non escludo che il presidente del partito, una figura che vogliamo autorevole e di prestigio, possa essere un rappresentante di altre mozioni». Nel giorno della vittoria, Gianfranco Morgando sceglie la concisione, un invito all´unità del partito, l´appello per un contributo di idee e di proposte da parte di tutti. E aggiunge che dopo aver smussato gli angoli le decisioni dovranno essere prese senza tentennamenti: «Sarò un segretario forte».

Morgando, da adesso in avanti primarie sempre, a cominciare dal segretario provinciale per arrivare al sindaco di Torino?

«Sono convinto che ci siano due livelli di partecipazione, quello dei cittadini che si sentono militanti, vanno nei mercati e fanno attività e quello di altri che preferiscono una partecipazione debole, ma vogliono dire la loro con le primarie. Dobbiamo riuscire a trovare un equilibrio per evitare un meccanismo troppo macchinoso riflettendo sul fatto che un conto è andare a votare alle primarie una o due volte all´anno, altro è andare alle urne ogni quindici giorni. Proveremo a capire come raggiungere una sintesi sostenibile, ma è indubbio che la grande partecipazione del 25 ottobre va letta come una richiesta di poter scegliere».

Cosa non rifarebbe in questo secondo mandato?

«Meno bilancini, ne abbiamo usati troppi in passato. Il rischio che vorrei evitare è il perseguimento di equilibri costruiti ancora sul bilanciamento delle correnti. L´unico modo è puntare sulle competenze. Solo così si può sparigliare. Ed è per questo che vorrei partire da un presidenza di garanzia che sia davvero autorevole. Nella direzione indicata da Bersani con Prodi».

Qualche idea sul nome?

«Troppo presto, ma non ho preclusioni sul fatto che possa provenire dalle mozioni di Damiano o Tricarico».

Come analizza il voto delle primarie?

«Posso dire che a differenza di due anni fa sono il segretario della provincia. La città di Torino è il punto debole e dobbiamo riflettere su questo, ma in tutti i Comuni della provincia il nostro risultato è stato ottimo. Sottolineo inoltre che non c´è alcuna contraddizione fra il voto degli iscritti e quello degli elettori. Anzi, contrariamente alle previsioni di alcuni, abbiamo avuto anche più consensi rispetto al congresso».

Ha preso decisioni sulla composizione della sua squadra? Ci saranno ancora due vicesegretari?

«Ne parleremo in un prossimo incontro con Damiano e Tricarico, ma insisto su un punto, chiedo un forte contributo sulle competenze e mi aspetto proposte».

Il buon risultato di Marino e Tricarico sposta l´asse del Pd in direzione di una maggiore laicità?

«Mi rendo conto che questo tema sia molto delicato e senza dubbio il voto ci insegna qualcosa, anche se continuo a pensare che non sia la laicità il tema prioritario del nostro partito. Prioritari sono i temi sociali, del lavoro, della crisi».

I Popolari che l´avevano abbandonata per Damiano adesso torneranno a casa?

«Mi stupisce immaginare che chi ha fatto un lungo percorso insieme alla fine, di fronte all’esigenza dell’unità del partito, si ritrovi su posizioni diverse».

Sente clima di abbandoni e di scissioni?

«Mi auguro proprio di no».

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Da “La Repubblica” di Torino (27 ottobre 2009)

 

 

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